Il 14 Settembre riapriranno le scuole nella maggior parte delle regioni italiane. Già oggi in Lombardia inizieranno le scuole dell’infanzia.
Come dichiarato dal direttore Regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, la chiusura delle scuole in piena emergenza è stata vitale, ma ora va determinata la riapertura degli istituti in modo sicuro, perché lo stop delle scuole può provocare effetti gravi in termini di istruzione e di salute, compresa quella mentale, e il rischio di trovarsi in un ambiente familiare violento. L’impatto più pesante infatti riguarda proprio bambini in situazioni vulnerabili e di indigenza.
Benché necessaria, ce ne rendiamo tutti conto, la riapertura si porta dietro timori ed ansie di genitori e insegnanti, che sono spaventati sia per la salute che per le difficoltà organizzative e gestionali in caso di emergenza.
Proprio in questi giorni, diversi pazienti, parlando della situazione contingente, della ripresa della scuola, mi hanno riferito picchi d’ansia, l’insorgenza di disturbi del sonno e la comparsa di rimuginio e pensieri catastrofici.
La situazione mi ha ricordato un po’ quella dell’uscita dal lockdown, in cui in molti hanno riferito picchi di ansia, proprio legati al passaggio da una situazione di chiusura totale, ma certa e quindi controllabile, a un graduale ritorno alla normalità, connesso però ad un aumento del rischio e dell’incertezza.
Queste preoccupazioni, in una situazione anormale come quella che stiamo vivendo dalla fine di febbraio, sono normali e fisiologiche, soprattutto ora, che i contagi stanno risalendo sull’onda dei rientri dalle vacanze. Ma è importante gestire l’ansia, in modo da far sì che le preoccupazioni non prendano il sopravvento. Entro certi livelli, infatti, l’ansia è un’emozione buona, che ci permette di non abbassare troppo la nostra soglia di attenzione e di adottare tutti i dispositivi di protezione individuale fondamentali per il contenimento dei contagi.
Ma se diventa eccessiva, rischia di sfociare in comportamenti irrazionali e contro producenti. Per esempio, un mio paziente mi ha detto di aver a tal punto spaventato il suo bambino da rendergli difficile uscire di casa. Ricordiamoci che un genitore spaventato diventa spaventante nei confronti dei propri figli, rischiando di amplificare ulteriormente i timori dei bambini, invece di poter rappresentare per loro una fonte di sicurezza.
Quindi cosa fare? Di seguito alcuni consigli pratici per la gestione dell’ansia:
Innanzitutto, se ti accorgi di passare troppo tempo a preoccuparti fermati, interrompiti e cerca di distrarti. Fai qualcosa, esci di casa, passeggia, telefona a un amico, leggi una rivista, qualunque cosa ti aiuti a uscire dal circolo vizioso delle preoccupazioni. L’azione interrompe i pensieri e riorganizza.
Poi cerca di fare un po’ di sport: stancare il corpo aiuta a dormire meglio e a sentirsi più riposati. Questo avrà un effetto benefico anche sui pensieri negativi.
Inoltre, cerca di notare, ogni giorno una piccola cosa che è andata bene e ti ha aiutato a provare sentimenti positivi. Questo è importante, ti aiuterà a togliere le lenti della negatività e a renderti conto che ci sono delle cose che stanno riprendendo a funzionare.
In ultimo, prova a introdurre dei piccoli cambiamenti nella tua routine quotidiana. Ad esempio, prova a modificare il percorso che fai per andare in ufficio o a cambiare la tua colazione…ti aiuterà ad allenarti alla flessibilità.
Questa infatti diventa la parola chiave. Dobbiamo accettare di dover navigare a vista e imparare a riorganizzarci in modo flessibile in base alla piega che prenderanno gli eventi, questo ci permetterà di riuscire a padroneggiare quell’incertezza che caratterizza la situazione che stiamo vivendo.
Buona ripresa a tutti!
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