La disfunzione erettile si caratterizza per una significativa o ricorrente impossibilità di ottenere e/o mantenere l’erezione, fino al termine del rapporto sessuale.
Alcune persone manifestano l’incapacità di avere l’erezione fin dall’inizio dell’esperienza sessuale. Altre hanno un’adeguata erezione ma perdono la rigidità quando tentano la penetrazione. Per altre ancora l’erezione è sufficientemente valida per la penetrazione, ma viene persa dopo alcune stimolazioni.
Alcune persone riescono ad avere un’erezione durante la masturbazione o mantengono delle buone erezioni spontanee mentre altri no.
In generale si parla di disfunzione erettile primaria, nel caso in cui sia presente da quando la persona è diventata sessualmente attiva, e secondaria, quando si è presentata dopo una fase di funzionamento relativamente normale.
I sintomi possono verificarsi solo in situazioni specifiche che includono determinati tipi di pratiche sessuali o partner (situazionale) oppure in modo generalizzato in tutti i tipi di situazione, pratiche o partner (generalizzato).
Le cause della disfunzione erettile sono diverse e possono comprendere fattori prevalentemente psicologici o prevalentemente organici. Per orientarsi, può essere utile considerare che la disfunzione erettile con origine prettamente organica si caratterizza generalmente per l’assenza di buone erezioni spontanee e l’assenza di una buona risposta alla masturbazione, manifestandosi indipendentemente dal contesto, dal tipo di stimolazione o dal partner.
In presenza di cause prettamente psicologiche invece la disfunzione si caratterizza per la presenza di erezioni spontanee e di una buona risposta alla masturbazione e può essere reattiva (a seguito di un evento significativo) , situazionale e relazionale.
Parlando di erezione
L’erezione è un processo fisiologico complesso che vede coinvolti il sistema nervoso, il sistema endocrino ed il sistema circolatorio.
Può essere innescata da stimoli sensoriali come uno stimolo visivo, tattile, olfattivo e dall’immaginazione. Questi stimoli generano dei segnali nervosi che, attraverso il midollo spinale raggiungono il pene stimolando un aumento dell’ingresso di sangue all’interno degli spazi vascolari. L’aumento di pressione sanguigna all’interno del pene schiaccia, occludendole, le piccole vene che permettono il deflusso del sangue dai corpi cavernosi (regione interna del pene di tessuto erettile con una struttura spugnosa). Tale sistema chiamato sistema veno occlusivo garantisce il mantenimento dello stato erettivo.
In questo modo il pene aumenta il suo volume e, per effetto della pressione al suo interno, anche la sua rigidità.
L’erezione peniena è associata ad una maggiore attività del sistema nervoso parasimpatico (parte del sistema nervoso che si attiva quando siamo in modalità rilassamento, recupero di energie) e da una minore attività del sistema ortosimpatico (che si attiva nelle risposte di attacco e fuga, quando quindi ci sentiamo in pericolo).
Quali possono essere le cause organiche
Tra le cause organiche che sono correlate alla disfunzione erettile le più frequenti sono:
A livello vascolare: patologie organiche e metaboliche come l’arteriosclerosi, l’ipertensione, l’obesità, il diabete ed alti livelli di colesterolo e grassi nel sangue, che possono agire nel ridurre l’afflusso del sangue al pene inibendo quindi l’erezione.
A livello neurologico: la presenza di malattie neurologiche o di traumi spinali che alterano il passaggio della stimolazione nervosa sia verso il centro che verso la periferia.
A livello endocrino: bassi livelli di testosterone ed alti livelli di prolattina possono essere associati a disfunzione erettile.
Inoltre, il consumo di alcolici, di fumo e di sostanze stupefacenti può avere effetti negativi sull’erezione così come il consumo di alcuni psico farmaci come ad esempio i farmaci antidepressivi.
Se si sospetta una base organica può essere utile consultare preventivamente un urologo o un andrologo.
Cause psicologiche
Di frequente, alla base di una disfunzione erettile, ci sono cause di natura psicologica. Gli stati d’animo che proviamo possono intervenire durante il rapporto sessuale inibendo la risposta eccitatoria. Tra le principali cause di disfunzione di natura psicogena c’è l’ansia; l’atto sessuale infatti può essere accompagnato da:
– Timore dell’insuccesso insorto in seguito ad occasionali cadute dell’erezione che sono state notate o drammatizzate, inducendo nei successivi rapporti preoccupazioni circa ulteriori eventuali fallimenti.
– Timore di essere abbandonati o di non essere amati, come conseguenza di prestazioni sessuali non adeguate.
– Timore di fare brutta figura, di non sentirsi abbastanza “virili” o di confermare un’idea negativa di sé.
L’ansia spesso è più intensa nel caso di rapporti con partner con i quali non si ha un rapporto di fiducia e di sicurezza, dove il timore di essere rifiutato aumenta ed anche la difficoltà di mostrarsi “fragili” oppure quando si è con una persona che ci piace molto e con la quale vogliamo assolutamente fare bella figura.
La reazione di ansia induce l’attivazione del sistema nervoso ortosimpatico (che si attiva quando ci sentiamo in pericolo) e inibisce il sistema parasimpatico (che si attiva quando ci sentiamo al sicuro) che produce la risposta di erezione. Questo avviene per un antico scopo di adattamento per il quale se siamo in pericolo dobbiamo prepararci a difenderci.
A livello ormonale l’ansia così come anche lo stress si associano alla produzione di adrenalina e cortisolo che ci consentono di affrontare con efficacia situazioni di emergenza ma possono inibire lo stato eccitatorio, per lo stesso motivo spiegato in precedenza.
Inoltre, la presenza di pensieri ansiogeni impedisce di stare attenti alle sensazioni indotte dalle stimolazioni sessuali e blocca anche l’elaborazione di fantasie eccitanti, facendo quindi venire a mancare importanti componenti di attivazione dell’eccitazione.
La difficoltà ad avere un’erezione genera poi un circolo vizioso che porta ad essere sempre più in ansia nei rapporti successivi o a volere evitarli aumentando ancora di più l’idea di non essere in grado.
Stress: anche lo stress è una componente che gioca un ruolo centrale nella disfunzione erettile per un processo simile a quello implicato nel caso dell’ansia. Avere tante preoccupazioni, essere in costante stato di agitazione e carenza di energia mentale porta a non riuscire a sentirsi al sicuro inibendo l’attivazione del processo eccitatorio. Inoltre avere pensieri intrusivi (che possono riguardare il nostro lavoro o preoccupazioni famigliari ad esempio) non permette di stare a pieno nell’esperienza sessuale e quindi limita la percezione delle sensazioni e la produzione di fantasie sessuali.
La depressione: una persona depressa può avere meno desiderio e interesse sessuale, un’idea di sé negativa che può portare a non sentirsi all’altezza, una fatica a non essere invaso da pensieri intrusivi negativi che inibiscono l’esperienza di lasciarsi andare all’esperienza sessuale. Inoltre l’eventuale uso di farmaci antidepressivi può incidere negativamente sul processo eccitatorio.
Problemi di coppia: alla base di un deficit dell’erezione ci possono essere problematiche di coppia. Se da una parte infatti la familiarità può fare sentire più al sicuro e meno in ansia, l’assenza di novità, la familiarizzazione del partner e la trasformazione del rapporto possono agire diminuendo la spinta eccitatoria. Oltre a questo anche la presenza di conflitti, magari non esplicitati o non risolti, può agire profondamente nel creare un blocco a lasciarsi andare all’intimità o un vissuto di rabbia che ostacola il rapporto sessuale. Il manifestarsi di difficoltà nel raggiungere l’erezione può attivare delle insicurezze nel partner che può sentirti non apprezzato e arrabbiarsi per questo. Questa tensione può caricare ancora di più i rapporti successivi di tensione e ansia.
Dipendenze da porno: un’eccessiva e prolungata esposizione a materiale pornografico può portare ad una diminuzione della sensibilità individuale; inoltre può essere inibita l’attitudine ad eccitarsi di fronte a un partner o una situazione reale che rispetto a quando avviene nel porno è meno stimolante o estremizzata.
Cosa può fare la psicoterapia sessuologica
Un percorso sessuologico può fare molto nella cura della disfunzione erettile a base psicologica. Conoscere i meccanismi che regolano l’eccitazione può aiutare ad acquisire una maggior consapevolezza e ristrutturare delle convinzioni disfunzionali (ad esempio “un’erezione persa è per sempre”, “l’erezione non può calare o diminuire”). Imparare a riconoscere le proprie attivazioni emotive e a comprenderne la storia può aiutare a non essere in balia delle proprie emozioni ma ad imparare ad accettarle e gestirle; apprendere degli strumenti per calmare il proprio corpo riuscendo ad autoregolare l’attivazione emotiva anche durante il rapporto sessuale, può trasformare gradualmente un’esperienza associata al non controllo ad una associata al controllo ed alla sicurezza.
La terapia sessuologica può comprendere mansioni individuali, se una persona è single o non sente di avere una relazione sicura dove può coinvolgere il partner. Queste passano dalla pratica della masturbazione e/o dall’utilizzo di sex toys, dove è importante per la persona sperimentare in modo volontario e controllato la perdita ed il recupero dell’erezione.
È importante però ricordarsi che un antidoto importante per risolvere la disfunzione erettile passa dal condividere le proprie difficoltà e insicurezze con il partner perché questo permette di percepire il partner come un alleato e non come un nemico e questo ha un effetto enorme su come viviamo il rapporto sessuale ed anche sull’erezione.
Se una persona ha una relazione sicura, il lavoro sessuologico sulla disfunzione erettile passa da mansioni che coinvolgono la coppia e che hanno la funzione di vivere il rapporto senza il carico della prestazione che genera ansia, al fine di riuscire a stare in contatto con le proprie sensazioni. A tale scopo, ad esempio, due tecniche di coppia che vengono utilizzate sono la focalizzazione sensoriale 1 e 2 e solo successivamente si lavoro sul coito.
Sempre all’interno di un lavoro di coppia può essere importante lavorare sulle fantasie individuali o di coppia sia per incrementare l’eccitazione sia per impedire l’eventuale insorgenza di pensieri ansiogeni.
© MilanoPsicologo.it | Centro di Psicologia e Psicoterapia Milano | Terapia Cognitivo Comportamentale CBT + EMDR + Neurofeedback Dinamico