Che cosa è l’ EMDR ?

Che cosa è l’EMDR? L’EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è una terapia psicologica nata negli Stati Uniti nel 1987 ad opera della Psicologa Francine Shapiro.

Quando una persona sperimenta un evento di vita emotivamente molto stressante, può non essere in grado di integrare tutte le sue componenti  nella sua esperienza. Sensazioni fisiche, emozioni, pensieri e immagini associate all’evento diventano pertanto  “congelate nel tempo”, e in assenza di trattamento, questo può portare a gravi sintomi e comportamenti disadattivi.

Cosa si intende per trauma?

I criteri diagnostici per il Disturbo Post-traumatico da stress secondo il DSM-IV-TR sono i seguenti:

A) La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:

  1. la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri
  2. la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. Nota: nei bambini questo può essere espresso con comportamento disorganizzato o agitato.

B) L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:

  1. ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. Nota: nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma.
  2. sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento. Nota: nei bambini possono essere presenti sogni spaventosi senza un contenuto riconoscibile
  3. agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). Nota: nei bambini piccoli possono manifestarsi rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma.
  4. disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
  5. reattività fisiologica all’ esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.

C) Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:

  1. sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
  2. sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
  3. incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
  4. riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
  5. sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
  6. affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
  7. sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli o una normale durata della vita)

D) Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:

  1. difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
  2. irritabilità o scoppi di collera
  3. difficoltà a concentrarsi
  4. ipervigilanza
  5. esagerate risposte di allarme

E) La durata del disturbo (sintomi ai Criteri B, C e D) è superiore a 1 mese.

F) Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Ciò che appare essere più importante dal punto di vista clinico è proprio la reazione del soggetto all’evento, in quanto una stessa situazione, per quanto negativa, può determinare effetti diversi più o meno intensi o persistenti nella persona che la subisce.

In generale l’EMDR distingue e si occupa sia di traumi T (con la t maiuscola) che di traumi t (con la t minuscola). Alla prima categoria appartengono incidenti, catastrofi naturali, abusi sessuali, maltrattamenti ecc, mentre alla seconda categoria appartengono episodi riferiti a situazioni relazionali disturbanti vissute in età evolutiva, ritenuti di minore minacciosità ma non per questo prive di effetti negativi nella vita adulta. (Ad esempio episodi nei quali si è stati umiliati da un insegnante piuttosto severo oppure si è assistito ad intensi litigi tra i genitori).

Le emozioni, i pensieri, le sensazioni fisiche disturbanti collegati a tali avvenimenti possono riattivarsi nel presente in seguito all’esposizione a stimoli simili  (ad esempio luoghi, avvenimenti, situazioni, rumori, odori, atteggiamenti) che in qualche modo li richiamano. Spesso il collegamento non è cosciente e la persona non è in grado di riconoscerlo, si sente come in balia di qualcosa di negativo dal quale non riesce a sottrarsi.

In quali casi è utile?

È uno dei trattamenti d’elezione del Disturbo Post Traumatico da Stress derivante da eventi traumatici quali stupro, abuso sessuale, aggressioni, incidenti stradali o di altro genere ecc.

Può essere utile anche per affrontare difficoltà psicologiche derivanti da altri eventi emotivamente disturbanti (anche se non comunemente definiti traumatici) come il divorzio, i cambiamenti di vita, il lutto, i disturbi d’ansia.

Può essere utile per affrontare problematiche dell’età evolutiva, nei casi di balbuzie, per supportare i bambini che affrontano o hanno affrontato il percorso di adozione.

Come funziona?

Il lavoro terapeutico si concentra sull’individuazione dei ricordi (target) negativi che hanno generato e che mantengono nel presente la sintomatologia e la problematica della persona. Per ogni ricordo vengono individuate le componenti immaginative, emotive, sensoriali e cognitive disturbanti e successivamente si passa alla fase di desensibilizzazione attraverso la stimolazione bilaterale mediante i movimenti oculari.

La stimolazione fisiologica sembra attivare il sistema innato di elaborazione dell’informazione e sembra altresì legata ai meccanismi inerenti l’immagazzinamento della memoria, consentendo di integrare le informazioni che sono rimaste bloccate al momento dell’evento stressante. In questo modo il ricordo non viene cancellato, ciò che si verifica è invece una riduzione della carica emotiva, così che la persona possa ricordare l’evento senza esserne disturbato. In seguito al trattamento con la terapia EMDR, le persone spesso si sentono più leggere, più libere e più consapevoli.

Come ci accorgiamo di soffrire di sintomi post traumatici?

Uno dei segnali può essere pensare spesso, provando un certo livello di disagio, ad eventi traumatici o dolorosi che ci sono  successi,  oppure avere  flash back sul ricordo, incubi frequenti, forte ansia o paura in situazioni particolari. Può capitare di  trovarsi a rivivere le emozioni e le sensazioni corporee provate durante l’evento come se stesse accadendo nel presente.

A volte non si ricorda un evento traumatico specifico, ma si sa che in risposta a determinati eventi o situazioni si sperimenta una reazione più forte rispetto alle altre persone.

Altre volte si evitano situazioni o rapporti a causa del dolore passato che si teme di rivivere anche nel presente.

Risultati sui ricordi negativi

Dopo le varie fasi di una seduta di EMDR, i ricordi disturbanti precedenti subiscono una modificazione.  L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attenuano o spariscono, le cognizioni del paziente diventano più positive e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono  di intensità. Si percepisce il ricordo dell’esperienza traumatica come lontano, appartenente al passato.

Altri effetti positivi che frequentemente si verificano sono il  miglioramento delle proprie  prestazioni, dei propri atteggiamenti e convinzioni, del tono dell’umore, dell’auto valutazione e delle relazioni interpersonali.

Può essere utilizzato in combinazione con altri approcci Psicoterapeutici?

Si, l’EMDR può essere utilizzata sia per il trattamento di singole esperienze traumatiche (trattamento breve e mirato) sia per il trattamento di esperienze disturbanti (traumi T e t) all’interno di una Psicoterapia tradizionale.

Noi ad esempio integriamo l’applicazione della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale con l’EMDR ottenendo nella maggioranza dei casi trattati una riduzione dei sintomi e del malessere in tempi più brevi consentendo alle persone di sperimentare fin da subito un maggior grado di sollievo dall’emotività negativa.

 

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