L’autocritica rappresenta uno dei principali fattori di sofferenza psicologica nella popolazione adulta. Presso il nostro studio di Milano, osserviamo come una voce interna severa e giudicante sia frequentemente associata ad ansia, vergogna, perfezionismo e difficoltà relazionali.
In questo articolo, le Dott.sse Cristina Polese e Giulia Minuti approfondiscono il fenomeno dell’autocritica dal punto di vista clinico e neuroscientifico, condividendo strategie evidence-based per trasformare il dialogo interno critico in una relazione più compassionevole con se stessi.
Indice dei Contenuti
- Cos’è l’Autocritica
- Autocritica Sana e Autocritica Patologica
- I Due Volti dell’Autocritica
- Le Funzioni Nascoste dell’Autocritica
- Le Basi Neurobiologiche
- Le Conseguenze Psicologiche
- Perché è Così Difficile Cambiarla
- Strategie Evidence-Based
- Quando Rivolgersi a un Professionista
- Il Nostro Approccio Terapeutico
- Domande Frequenti
Cos’è l’Autocritica
L’autocritica è un processo interno attraverso il quale una persona valuta se stessa in modo severo e giudicante. Non si tratta semplicemente di riconoscere errori o limiti, ma di una modalità abituale di auto-valutazione che può coinvolgere l’identità personale.
In termini clinici, l’autocritica patologica è un pattern di pensieri negativi persistenti rivolti verso se stessi, spesso accompagnati da emozioni di vergogna, colpa e paura del fallimento.
Autocritica Sana e Autocritica Patologica
Non tutta l’autocritica è dannosa. Esiste una differenza fondamentale tra una valutazione interna funzionale e una voce critica distruttiva:
- Autocritica sana: “Ho commesso un errore, posso imparare e fare meglio la prossima volta”.
- Autocritica patologica: “Ho sbagliato perché sono incapace, non valgo abbastanza”.
La differenza non è nell’errore, ma nel tono, nella globalità del giudizio e nelle conseguenze emotive che ne derivano.
I Due Volti dell’Autocritica
In ambito clinico si osservano frequentemente due modalità principali di autocritica, che possono coesistere nella stessa persona.
Il Sé Inadeguato
- “Non sono abbastanza competente”
- “Gli altri sono migliori di me”
- “Prima o poi scopriranno che non valgo”
Questa forma è caratterizzata da confronto costante e senso di inferiorità cronico.
Il Sé Odiato
- “Mi faccio schifo”
- “Merito di stare male”
- “Sono sbagliato come persona”
Questa modalità più estrema è spesso associata a storie di trauma relazionale, umiliazione o rifiuto significativo.
Le Funzioni Nascoste dell’Autocritica
Paradossalmente, l’autocritica nasce come una strategia di protezione. Tra le funzioni più comuni osserviamo:
- Prevenzione del rifiuto: “Se mi critico prima io, nessuno potrà ferirmi”.
- Illusione di controllo: la convinzione che essere duri con se stessi eviti il fallimento.
- Evitamento della vulnerabilità: criticarsi sembra più sicuro che esporsi al rischio.
- Rabbia interiorizzata: emozioni non esprimibili verso l’esterno vengono rivolte contro di sé.
Le Basi Neurobiologiche
L’autocritica cronica è associata a una persistente attivazione del sistema di minaccia del cervello.
- Aumento del cortisolo, l’ormone dello stress
- Iperattivazione dell’amigdala
- Ridotta attivazione delle aree prefrontali coinvolte nella regolazione emotiva
Questo assetto neurofisiologico rende più difficile calmarsi, apprendere dagli errori e mantenere una motivazione stabile.
Le Conseguenze Psicologiche
Quando l’autocritica è persistente e severa, può contribuire a:
- Ansia e ansia anticipatoria
- Umore depresso e perdita di piacere
- Perfezionismo disadattivo
- Procrastinazione ed evitamento
- Difficoltà relazionali e paura del giudizio
Studi clinici mostrano che l’autocritica severa è un fattore di mantenimento trasversale in molti disturbi psicologici.
Perché è Così Difficile Cambiarla
Molte persone temono che, senza autocritica, diventerebbero pigre o irresponsabili. In realtà:
- L’autocritica è familiare, anche se dolorosa
- È diventata automatica dopo anni di utilizzo
- È associata a paure profonde di rifiuto e abbandono
Cambiarla richiede tempo, consapevolezza e un approccio graduale.
Strategie Evidence-Based
1. Riconoscere il tono critico
Imparare a notare quando la voce interna diventa punitiva è il primo passo per ridurne l’impatto.
2. Ristrutturazione cognitiva
Tecnica cardine della Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), volta a trasformare giudizi globali in valutazioni specifiche e realistiche.
3. La pratica della Self-Compassion
Basata sulla Compassion Focused Therapy, prevede:
- Riconoscere la sofferenza
- Ricordare la comune umanità
- Rispondere con gentilezza e comprensione
Evidenze cliniche: riduzioni significative di autocritica e vergogna in 12–16 settimane di pratica costante.
Quando Rivolgersi a un Professionista
È consigliabile chiedere supporto quando:
- L’autocritica è costante e invasiva
- Interferisce con lavoro, relazioni o autostima
- È associata a ansia, depressione o pensieri autolesivi
Il Nostro Approccio Terapeutico
Presso il nostro studio di Milano utilizziamo un approccio integrato che include:
- Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT)
- EMDR per esperienze traumatiche
- Neurofeedback NeurOptimal®
- Compassion Focused Therapy
Domande Frequenti
D: Eliminare l’autocritica significa diventare indulgenti?
R: No. La compassione non elimina la responsabilità, ma sostituisce la minaccia con una motivazione più stabile ed efficace.
D: Quanto tempo serve per vedere dei cambiamenti?
R: Molte persone osservano i primi cambiamenti entro poche settimane; miglioramenti più stabili emergono in genere entro 3-4 mesi.
L’autocritica non è un difetto di carattere, ma una strategia appresa. Comprenderne le origini e le funzioni permette di ridurre il giudizio verso se stessi e di aprire la strada a una relazione interna più sicura e sostenente.
Con il giusto supporto, è possibile trasformare la voce critica in una guida più saggia e compassionevole.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale. Se l’autocritica interferisce significativamente con la qualità della vita, è consigliabile consultare un professionista della salute mentale.
© MilanoPsicologo.it | Centro di Psicologia e Psicoterapia – Milano – “chi siamo” | Terapia Cognitivo Comportamentale CBT + EMDR + Neurofeedback + Psico-Training + Compassion Focused Therapy





