Il disturbo oppositivo provocatorio nell’infanzia

Il disturbo oppositivo provocatorio è caratterizzato da uno stile di comportamento negativistico, ostile e provocatorio del bambino nei confronti di chi si prende cura di lui e delle autorità in generale. Questo stile comportamentale si presenta per almeno sei mesi e si accompagna a un’alterazione significativa del funzionamento sociale, scolastico e familiare del bambino.

I comportamenti più frequentemente segnalati sono la perdita di controllo, i litigi con adulti, il rifiuto di rispettare le regole, l’adozione di comportamenti lesivi o fastidiosi per gli altri, l’essere collerici e vendicativi.
Nello specifico, alcuni dei criteri diagnostici previsti dal DSM IV per il disturbo oppositivo provocatorio sono:

A) Una modalità di comportamento negativistico, ostile e provocatorio che dura da almeno 6 mesi durante i quali sono stati presenti 4 o più dei seguenti:

1)      Spesso va in collera
2)      Spesso litiga con gli adulti
3)      Spesso sfida attivamente o si rifiuta di rispettare le richieste e le regole degli adulti
4)      Spesso irrita deliberatamente le persone
5)      Spesso accusa gli altri per i propri errori o il proprio cattivo comportamento
6)      E’ spesso suscettibile o facilmente irritato dagli altri
7)      E’ spesso arrabbiato e rancoroso
8)      E’ spesso dispettoso e vendicativo

B) L’anomalia del comportamento causa compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico e lavorativo

Ognuno di questi criteri si può considerare soddisfatto solo se il comportamento in questione si manifesta più frequentemente rispetto a quanto si osserva tipicamente in soggetti paragonabili per età e livello di sviluppo, ecco perché è importante che una diagnosi corretta venga effettuata da professionisti esperti in problematiche infantili.

Il disturbo si manifesta più frequentemente nei maschi, in particolare tra i bambini che in età prescolare hanno manifestato temperamenti problematici, ovvero erano iperattivi, molto reattivi e si lasciavano tranquillizzare con fatica. La prevalenza del disturbo è stimata tra il 2 e il 16 %.
Vengono spesso osservati nei bambini che soffrono di questo disturbo una scarsa autostima, labilità dell’umore e scarsa tolleranza alla frustrazione.
Alcune ricerche dimostrano, inoltre, che il disturbo si presenta più frequentemente nelle famiglie nelle quali l’accudimento dei figli è affidato a persone sempre differenti o nelle quali sussistano pratiche educative troppo rigide, troppo controllanti oppure distratte e incoerenti. Sembrerebbe inoltre che l’esistenza di una patologia depressiva nella madre possa favorire l’insorgenza di un disturbo oppositivo provocatorio nel bambino.

 

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